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Willy Chavarria: la nuova voce dell’America reale

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Nelle navate di una chiesa illuminata da luci al neon, uomini e donne camminano in silenzio, vestiti di bianco, con pantaloni larghi e camicie perfette che scivolano sulle spalle come abiti cerimoniali. Non è una messa, ma la sfilata Spring/Summer 2024 di Willy Chavarria, eppure, la spiritualità è ovunque. Nel suo universo la passerella diventa un altare, la moda un linguaggio di redenzione. Ogni collezione è un gesto di fede nella dignità delle persone comuni.

Dalle radici della Central Valley al cuore di New York

Willy Chavarria nasce a Fresno, California, da una famiglia di origini messicane. Cresce tra i campi agricoli e le atmosfere polverose della Central Valley, in un contesto dove la cultura chicana non è solo estetica, ma resistenza. Le giacche oversize, i pantaloni larghi, i colli abbottonati fino in cima che oggi caratterizzano il suo stile, arrivano proprio da lì, dai quartieri dove l’eleganza era una forma di rispetto, e il modo in cui ti vestivi diceva quanto eri fiero di te stesso, anche quando il mondo ti ignorava.

Dopo un inizio nel retail e anni di formazione sotto Ralph Lauren e Ben Sherman, Chavarria fonda nel 2015 il suo brand omonimo. Non nasce come un’operazione commerciale, ma come una dichiarazione politica: “This is for my people.”

Estetica e identità: la sartoria come atto di ribellione

Il suo segno distintivo è un equilibrio delicato tra street culture e sartorialità americana.
Camice bianche dalle proporzioni esagerate, pantaloni pleated che richiamano gli anni ’50 dei pachucos messicani, bomber in pelle reinterpretati come simboli di appartenenza, suit oversize in lana o cotone grezzo che rimandano alla tradizione del workwear.

Ogni capo sembra pensato per chi ha imparato a farsi notare senza gridare.

Nella collezione Fall/Winter 2023, Chavarria ha portato in passerella abiti formali in lana grigia e trench lunghi fino alle caviglie, con volumi estremi e una sensualità silenziosa. La palette è ridotta all’essenziale, bianco, nero, beige, navy, perché il messaggio sta nel corpo, non nel colore.

Il risultato è un’estetica che fonde vulnerabilità e potenza, spiritualità e orgoglio.

“Voglio che ogni persona che indossa i miei abiti si senta forte e rispettata”

Willy Chavarria

Moda come cultura: la passerella diventa comunità

Willy Chavarria non usa la moda per escludere, ma per includere. I suoi show non sono mai solo sfilate: sono atti di solidarietà collettiva. Tra i modelli troviamo lavoratori, migranti, ragazzi queer, persone senza background nella moda. È un casting che non costruisce personaggi: racconta persone vere.

Le sue location parlano da sole: una palestra di quartiere per la FW22, una chiesa cattolica per la SS24, un centro comunitario per la FW25. Ogni spazio diventa parte del racconto. In un’industria spesso ossessionata dalla distanza, Chavarria riporta la moda a terra, la restituisce alle mani di chi la vive.

Nel 2023 riceve il CFDA Menswear Designer of the Year Award, consacrandosi come una delle voci più significative della moda americana contemporanea, non per la spettacolarità delle sue collezioni, ma per la loro umanità.

Tra accuse e appartenenza: il valore di un’eredità

Nel corso degli anni, alcuni critici hanno accusato Willy Chavarria di appropriazione culturale interna, sostenendo che la sua estetica, fortemente radicata nel look chicano, rischiasse di trasformare una cultura popolare in immaginario da passerella.

Ma chi conosce davvero il suo percorso sa che Chavarria non “usa” quella cultura: la vive.

Le sue collezioni non estetizzano la povertà o la marginalità: le celebrano. Il suo lavoro è un atto di riscatto verso la comunità latina e queer americana, spesso invisibile nella narrazione mainstream. Quando riprende i pantaloni a piega larghi dei pachucos o le camicie buttoned-up tipiche delle gang californiane, non lo fa per appropriazione, ma per restituire dignità a un linguaggio dimenticato.

“Non sto rubando nulla,” ha spiegato in un’intervista. “Sto mostrando al mondo che la nostra cultura è potente, bella e degna di rispetto.”

Willy Chavarria

Il futuro della moda americana passa da qui

In un panorama dove molti designer inseguono algoritmi e trend, Willy Chavarria continua a costruire un linguaggio personale, fatto di empatia, spiritualità e consapevolezza sociale. Le sue sfilate non sono mai solo estetica: sono manifesti. In un’epoca che confonde “inclusività” con marketing, Chavarria ricorda che la rappresentazione non è una strategia, è un dovere morale.

Willy Chavarria rappresenta oggi una delle voci più autentiche della moda globale: non perché segue la cultura, ma perché la crea. Nel suo lavoro convivono devozione, identità e coraggio.
E in un sistema che spesso dimentica le radici delle proprie immagini, lui continua a ricordarci che la moda, come la fede, appartiene a chi la vive, non a chi la controlla. Il suo messaggio è chiaro e universale: la vera forza sta nel raccontarsi con verità, anche quando la verità non è comoda.

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