Nel 2021, Young Thug ha cambiato le carte in tavola.
Con l’uscita dell’album Punk, ha mostrato un lato più vulnerabile, intimo e riflessivo, lontano dalle sonorità più aggressive dei progetti precedenti. Un disco sorprendente, pieno di strumenti acustici, atmosfere malinconiche e collaborazioni inaspettate (da Mac Miller a Nate Ruess).
Ma non è stato solo un salto musicale: è stata una rivoluzione estetica vera e propria.
Durante la cosiddetta P*nk Era, Thugger ha iniziato a indossare rosa in tutte le sue forme.
Non solo come colore, ma come statement: completi sartoriali genderless, abiti lunghi in tulle, camicie in seta, pezzi couture indossati con naturalezza. L’iconica copertina che lo raffigura con un hairstyle completamente rosa è già cult.
Il rosa, erroneamente relegato al mondo femminile o infantile, è diventato, addosso a lui, un simbolo di libertà, potere e rifiuto delle norme. E se oggi vediamo sempre più rapper e brand streetwear flirtare con l’estetica soft, è anche grazie a quella visione pionieristica.
Young Thug ha dimostrato che si può essere fragili e duri allo stesso tempo.
E che un colore può raccontare molto più di quanto sembri.
Articolo scritto da:
Giovanni Castellano