C’è chi segue le stagioni. E poi c’è chi le anticipa, le deforma, le ridefinisce. Edulis rientra in questa seconda categoria. Ne abbiamo parlato con il team del progetto.
La seconda parte di Jet Lag, nuova collezione estiva del brand, è ispirata a un’estate che non chiede il permesso, che “nasce dove il cielo cambia umore”, come racconta direttamente il brand owner.
Un concept che non si limita all’immaginario poetico. Ma si traduce in capi pensati come momenti, istantanee dell’imprevedibilità, oggetti unici segnati dal tempo e dal processo creativo.
“Ogni capo è solo un attimo del nostro orologio: le tinture e le lavorazioni manuali catturano l’imprevedibile. Nessuna replica, solo originali irripetibili e che una volta andati, non tornano più indietro.”
Un approccio che richiama l’artigianalità più sincera e, allo stesso tempo, l’estetica più moderna.
Per Edulis, il tessuto è linguaggio: lo è il french terry giapponese, selezionato dopo una lunga serie di test per la sua morbidezza, profondità cromatica e durata nel tempo. Lo sono i nylon riciclati e i materiali tecnici scelti non solo per performare al meglio, ma anche per esprimere una direzione sempre più consapevole e sostenibile.
“Vogliamo che i nostri capi siano come una seconda pelle: young, avvolgenti, ma anche resistenti, pronti ad accompagnare chi li indossa ogni giorno.”
In un panorama dove spesso l’ispirazione viene sacrificata sull’altare della velocità. Edulis si prende il proprio tempo.
Parla il linguaggio del dettaglio, della sperimentazione e della coerenza.
E se la collezione Jet Lag è un viaggio. Allora la destinazione è chiara: una visione dove streetwear, qualità e identità convivono perfettamente.
Noi di Outside Culture siamo certi che Edulis abbia tutte le carte in regola per diventare uno dei nomi più rappresentativi della nuova scena streetwear italiana. E questo è solo l’inizio.
Articolo scritto da:
Outside Culture Team