Difficile confondere Bloody Osiris.
Il suo stile è come un colpo d’occhio che non ti lascia scappare, un’estetica che mescola armature cyberpunk, workwear distrutto e haute couture con la stessa naturalezza con cui altri si mettono una felpa. Nato e cresciuto ad Harlem. Bloody Osiris è diventato uno dei creativi più influenti della sua generazione senza dover per forza lavorare in passerella. Gli bastava camminarci accanto, o meglio, essere seguito mentre lo faceva.
Il suo primo impatto sul fashion system è stato viscerale. Osiris non ha solo interpretato lo streetwear, lo ha reinventato. Le sue foto sono diventate moodboard globali, ispirazione costante per designer e stylist. È apparso come modello non convenzionale per Yeezy, ha collaborato con brand come Moncler, Helmut Lang, Alyx e altri. ma soprattutto ha incarnato lo spirito più puro del “personal style” radicale. Quello che non chiede validazione, ma la riceve comunque.
Il suo approccio al fashion system per il modo in cui riesce a fondere pezzi iconici e rari con il suo gusto da outsider. Ma Bloody è più di un modello o uno stylist: è una mente creativa, che lavora a progetti di direzione artistica, design e branding. Il suo tocco si riconosce anche quando non c’è.
Il rapporto con Virgil Abloh è stato cruciale. Virgil lo ha voluto in passerella per Off-White, lo ha sostenuto pubblicamente e ha visto in lui qualcosa che molti avevano solo intuito. Il potenziale per cambiare le regole del gioco. E così è stato. Bloody Osiris è diventato una figura chiave per una nuova generazione che rifiuta l’omologazione, preferisce la sperimentazione e non ha paura di sporcarsi le mani con le proprie idee.
Non è solo uno che si veste bene. È uno che ridefinisce cosa significhi vestirsi oggi.
Articolo scritto da:
Outside Culture Team